LinkedIn – parte prima

Bene o male sappiamo tutti che cosa è LinkedIn e a cosa serve. È quella piattaforma che ci permette di: Creare un profilo professionale molto simile ad un cv; Metterci in contatto con persone con le quali abbiamo lavorato; Trovare nuove possibilità di lavoro; Partecipare a discussioni in gruppi di nostro interesse; Seguire aziende in cui vorremmo lavorare; Condividere le notizie più interessanti nel mondo lavorativo. Ma LinkedIn é importante? Alcuni hanno si un profilo su questo social network, ma non lo tengono aggiornato. Un po’ perché non se ne ha mai tempo, un po’ per pigrizia. Tutte le Certificazioni che abbiamo ottenuto, i progetti seguiti per una particolare azienda, i corsi che abbiamo seguito su un determinato aspetto della nostra vita professionale, sono informazioni utili per un possibile contatto che può trasformarsi in un nuovo cliente. Impressionare il cliente con informazioni di questo tipo è importante, ma lo è altrettanto riportare informazioni veritiere: il tempo medio per scoprire che si sta dicendo una cosa non vera è pari a quello che Usain Bolt ci mette per correre i 100 metri piani. Ritagliatevi del tempo, mensilmente, ogni due mesi, secondo il tempo che avete a disposizione, per aggiornare il vostro profilo: inserite contenuti multimediali (ora LinkedIn da anche questa possibilità), inserite i progetti su cui avete lavorato e con chi avete lavorato (sapere lavorare in team, e dimostrarlo, è una qualità che piace molto a tutti i recruiter e selezionatori), se siete specialisti di un settore ben particolare iniziate a scrivere su Pulse (per maggiori delucidazioni su questo strumento, vi rimandiamo ad un prossimo post) ed inserite le Certificazioni che avete, con così tanto impegno...
La Legge 4/2013

La Legge 4/2013

In Italia esistono particolari professioni non organizzate in Albi specifici. Il Legislatore ha scoperto da poco l’esistenza di queste professionalità e piano piano sta cercando di regolamentarne la vita con l’aiuto di Leggi e Norme UNI. Data: 14 Gennaio 2013 In questa data il Governo Italiano emanava la Legge n. 4, che inizia ad instradare il percorso che i singoli nuovi Professionisti possono intraprendere per una brillante carriera. La Legge di per sè non entra nello specifico stilando un elenco delle nuove professioni, ma detta i principi con cui i Professionisti della comunicazione (ma non solo loro) possono organizzarsi, comunicare con i propri utenti , come autoregolamentarsi e ricevere attestazioni da poter utilizzare per il proprio lavoro. In principio c’erano… …tanti professionisti dei più diversi settori che lavoravano tante ore, creavano tanti siti, installavano nuove reti, facevano formazione su nuovi gestionali e pianificavano il lavoro di altri colleghi. Ma non potevano iscriversi ad Albi specifici perchè non esistevano per la loro professione. Ora la Legge 4/2013 ha regolamentato la vita di questi professionisti: gli albi ancora non ci sono, ma c’è la possibilità per loro di iscriversi ad Associazioni di categoria che li valorizzino e che diano loro spunti nuovi per la loro formazione. Queste nuove associazioni, come potete vedere dall’infografica, devono pubblicare e rendere noti agli utenti molte informazioni. Ma per i professionisti, oltre alla formazione, che cosa fanno? Cosa fa una Associazione Il ruolo chiave di un Associazione di categoria, oltre a quanto già evidenziato, è quello di promuovere la creazione di enti di Certificazione in relazione ai diversi settori di competenza per permettere ai propri iscritti...
Mamma, sono un ICT Project Manager! Sei contenta?

Mamma, sono un ICT Project Manager! Sei contenta?

Quante mamme sono scappate dopo che il loro pargolo/la loro principessa ha pronunciato queste parole? La totalità. E penso che mia madre, anche se abbastanza ferrata sull’argomento, mi chiederebbe delucidazioni, dopo avermi detto che passa tutto. Chi è un ICT Project Manager? Partiamo dal principio. ICT Project Manager non è una parolaccia: è formata da un acronimo (ICT) di cui molti pensano di sapere il significato, ma che in realtà è tutt’altro. ICT significa Information and Communication Technology. Aggiungendoci il Project Manager, avremo il profilo di una persona che si intende di tecnologia nell’ambito informatico e delle telecomunicazioni. Per diventare un ICT Project Manager non serve restare solo attaccati al computer per ore, ma è necessaria tanta formazione (sia sui libri che con progetti reali), tanto lavoro e se si vuole essere ancora più competitivi rispetto ad altri e trovare una lavoro adeguatamente remunerato, anche una Certificazione ad hoc. La formazione Sono gli anni più belli, più spensierati, dove ai futuri ICT Project Manager viene chiesto di portare le loro idee (nate da intuizioni durante un pranzo in ateneo) dalla forma astratta a quella concreta. Questa richiesta viene fatta sovente dai professori universitari nelle facoltà di Ingegneria di tutta Europa. La laurea ed il dottorato, magari svolto all’estero, servono in questo campo perchè facilitano il passaggio dal mondo accademico a quello lavorativo: nel caso in cui un ICT Project Manager non fosse in possesso di una laurea, per poter accedere alla certificazione è necessario documentare circa 10 anni di lavoro nel settore di lavoro. Ho trovato lavoro! Ma esattamente cosa fa un ICT Project Manager? Ha a che fare...