La nuova certificazione: esperto in Business Analysis

Le competenze digitali rappresentano un fattore strategico per la competitività sia a livello europeo che a livello nazionale, in termini di sviluppo dei sistemi-paese come pure in termini di sviluppo delle singole realtà organizzazioni e dei singoli servizi. Da questo discendono iniziative quali la definizione di un sistema di riferimento europeo unico per le competenze digitali, l’eCF Framework, su cui l’Italia si sta muovendo con notevole tempestività, sia sulla spinta delle maggiori associazioni nell’ICT che dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Fra queste competenze un ruolo, non certo secondario, è rivestito da quelle relative alla capacità di creare allineamento fra le strategie di business e quelle dei Sistemi Informativi, procedere alla definizione e allo sviluppo dei business plan, redigere l’analisi dei fabbisogni e promuovere il miglioramento dei processi business dell’azienda. Tutte competenze associate ad una figura chiave: il Business Analyst. Per svolgere al meglio il suo compito il Business Analyst, oltre ad avere grandi capacità di osservazione e analisi, deve saper entrare in empatia coi clienti, parlare linguaggi diversi ed affrontare punti di vista diversi, essendo il suo un ruolo di intermediario tra i tecnici e gli utilizzatori degli strumenti tecnologici. Spesso deve svolgere funzione di mediatore tra esigenze diverse tra membri di committenza e gruppi di sviluppo. La figura del Business Analyst risulta, quindi, in questo contesto, una delle più critiche: sia per la sua rilevanza nei processi aziendali che per la difficoltà di reperimento. Tali difficoltà sono emerse anche dal recente Osservatorio sulle Competenze Digitali 2015 che, a tal proposito definisce il Business Analyst come colui che “Identifica aree dove sono necessari cambiamenti del sistema informativo per supportare il...
Commenti sui Social Network: come gestirli in maniera corretta

Commenti sui Social Network: come gestirli in maniera corretta

I commenti sono il nostro modo di vedere un determinato problema o situazione. Sono la nostra opinione e abbiamo la piena libertà di poterla esprimere nel limite della buona educazione e nel rispetto delle opinioni altrui. Ma come ci si deve comportare quando un utente, esprime una opinione non proprio positiva su una nostra pagina? Rispondiamo per le rime? Lo prendiamo da parte e gli diciamo che non si deve comportare in quel modo? Ricordiamoci la netiquette Le pagine sui social che abbiamo creato hanno una sezione dedicata alla netiquette, di cui abbiamo parlato qui: sono quelle regole che ci permettono una felice convivenza. Succede ogni tanto che qualcuno non segua le regole e esprima le sue opinioni in modo aggressivo e poco consono al tono che stiamo cercando di dare alla pagina ed alla community. Come fare? Non cancellare il commento. La voglia di cancellare quel commento fastidioso è tanta. Perché rovina un lavoro fatto di sacrifici, di impegno, di ricerca. Ricordate che non si cancella mai nulla e che la rete ricorda sempre (grazie anche al fatto che è possibile fare uno screenshot di quel particolare commento). Leggere attentamente quello che è stato scritto Può accadere che quello che è stato scritto, e che voi avete interpretato come un attacco, in realtà sia solo una puntualizzazione, un approfondimento ad un aspetto che voi avete trattato in modo superficiale. Un errore capita a tutti, no? Ringraziate per avervi fatto notare l’errore e modificate, se possibile il post in questione. Gentilezza Ringraziate per il commento e per il punto di vista, ricordando che esiste una netiquette che deve essere seguita per i...
I 5 motivi per cui è importante tenersi sempre aggiornati

I 5 motivi per cui è importante tenersi sempre aggiornati

Tenersi aggiornati è un po’ come fare esercizio fisico, fa bene al corpo ed alla mente: Perché ci sono domande che i clienti possono farvi a cui è necessario dare risposte. I tempi cambiano, quello che fino a 6 mesi fa poteva andare bene, non è più vero e obsoleto. Perché la normativa lo impone. Tutti i comunicatori, sia aziendali che pubblici devono seguire dei corsi di perfezionamento, che sono crediti formativi annuali. Ricordate: le associazioni devono promuovere la formazione continua dei propri associati. Perché migliorarsi professionalmente non è mai una perdita di tempo; lo so che avete tanti clienti ai quali vorreste dedicare più tempo e tantissime attività che costellano la vita dei professionisti certificati. Perché durante i corsi di aggiornamento possiamo incontrare persone con cui instaurare relazioni professionali di ottimo livello. Lo scambio di idee ed esperienze ci aiuta a crescere anche professionalmente. Perché possiamo riscoprire il fascino del nostro mestiere. Succede sovente che ci siano situazioni lavorative che ci fanno perdere la passione verso il nostro lavoro. Succede ed è normale. Essere attorniati da persone che fanno il nostro stesso lavoro, che vivono situazioni simili alle nostre, ci può rinfrancare da quelle situazioni poco piacevoli in cui siamo immersi tutti i giorni. A chi rivolgersi? A seconda della vostra tipologia di professionalità, della regione e provincia di appartenenza, le varie associazioni organizzano corsi di aggiornamento annuali a cui è possibile partecipare. Solitamente si tratta di corsi che durano 8 ore, mentre per argomenti più complessi sono previste più...
Il calendario editoriale

Il calendario editoriale

Per chi si occupa di comunicare per una azienda, per un ente locale e deve quindi gestire canali social e, perché no, anche un blog, lo strumento basilare con cui lavorare tutti i giorni è, senza alcun dubbio, il calendario editoriale. Questo strumento, molto semplice, può aiutare il professionista in questione a gestire il suo tempo, le sue risorse nel migliore dei modi, mettendo nero su bianco e con relativo anticipo, tutti i contenuti che si andranno a pubblicare. Come è fatto Il calendario editoriale può esistere sia in forma cartacea che in forma digitale (questa ultima forma, è molto utile se dovete lavorare in team e non siete gli unici a dover apportare delle modifiche ai contenuti da pubblicare) utilizzando strumenti come Google Calendar o altre applicazioni scaricabili gratuitamente o semplicemente un calendario creato su Excel. A seconda del tipo di contenuti che abbiamo in mente, possiamo creare dei calendari editoriali mensili o settimanali: con pochi contenuti è meglio lavorare sul mese, con tanti contenuti è meglio lavorare con base settimanale. Nel calendario andremo ad inserire le rubriche (nel caso fossero presenti) ed evidenzieremo con colori diversi le diverse tipologie di contenuti che pubblicheremo. Molto utile anche inserire la presenza o meno di una immagine o l’idea dell’immagine da inserire e che i colleghi del reparto grafico andranno ad elaborare e un link di rimando che possa essere utile al nostro lettore. Andranno indicati anche i social network in cui condividere il contenuto: ricordate che non tutti i contenuti vanno bene per tutti i social network. Il calendario editoriale, per chi lo redige, deve essere un documento il più parlante...

Cosa condividi su LinkedIn?

Nell’ultimo articolo dedicato a LinkedIn abbiamo parlato di come Pulse, lo strumento che ci permette di pubblicare articoli come se avessimo un blog vero e proprio, possa aiutare il nostro personal branding e la nostra carriera. Pulse non è il solo strumento che abbiamo a disposizione. Molto importanti sono anche gli aggiornamenti, le notizie, le discussioni che troviamo nei gruppi e a cui rispondiamo con la nostra opinione. Cosa condividere Notizie Prima di pubblicare una notizia, accertiamoci che non sia una “bufala” che sta girando. Validiamo la sua veridicità, cercando di risalire alle  fonti principali. Insieme alla notizia inseriamo anche un nostro commento personale cercando di innescare un dialogo con i nostri collegamenti: può essere utile, può essere uno spunto per lavorare meglio o per migliorare alcuni aspetti di un prodotto già presente? Ricerchiamo notizie partendo da riviste (o da blog) di settore o da quotidiani, impostiamo un Google alert che ci avverta ogni qual volta un determinato termine appaia in una notizia a cui non saremo mai arrivati (ovviamente, prima di pubblicarla, leggere bene e valutare se la notizia è pubblicabile o meno). Le discussioni È possibile che una discussione a cui stiamo partecipando in un gruppo sia particolarmente interessante da far si che si lasci un commento, un’ opinione. LinkedIn ci dà la possibilità di pubblicare e di dare notifica a tutti i nostri contatti, della nostra attività in quel determinato gruppo di discussione. Un valore aggiunto alla nostra reputazione di professionista, perché non solo diciamo di esserlo, ma diamo consigli anche a chi li cerca. Ricordate che la prima regola sul web è “Dare ora per ricevere domani”, ossia aiutiamo oggi chi cerca aiuto, perché...
Il calendario degli esami

Il calendario degli esami

Sembra un po prestino per parlare di esami visto che sono appena iniziate le scuole. Sfortunatamente per i professionisti, oggi non parleremo di scuola, ma di esami per ottenere le certificazioni di cui parliamo da tanto tempo. Abbiamo definito il calendario degli esami per la certificazione dei Web Project Manager, per ICT Project Manager e del Comunicatore di I livello.   Le sessioni di esami si svolgono tutte nell’arco di una giornata presso le nostre sedi di Bologna, Milano e Roma. Per potervi accedere è necessaria l’iscrizione ed una volta raggiunto il numero sufficiente per poter realizzare l’esame, verrà confermata la data. Per iscriversi ad un esame è necessario inviare una mail a info@certificazioneprofessioni.org ed indicare la data e la sede prescelta. Su cosa verteranno gli esami? Gli esami verteranno su argomenti con cui ogni professionista lavora ogni giorno. Non preoccupatevi: nessun nuovo testo da comperare e da studiare. Ripassate bene quegli argomenti in cui non vi sentite troppo sicuri e rispolverate quelli che non ricordate bene.   Siete pronti per il vostro prossimo...

Pulse

Nello scorso articolo abbiamo visto che cosa è un blog ed alcune delle regole d’oro per gestirlo e farlo vivere al meglio. Uno strumento analogo al blog è Pulse, uno strumento nato da non molto tempo in casa LinkedIn. Come si fa ad attivare Pulse? Pulse, per ora, è disponibile solo per la lingua inglese, quindi bisogna fare un passaggio dalla lingua italiana a quella inglese. Tutti i passaggi li trovate in questo articolo di Fusion Lab09. Perché dovrebbe servirmi Pulse? Alcuni professionisti utilizzano Pulse per traghettare parte della loro audience verso il blog nativo (che può essere più ricco di contenuti), mentre altri scrivono i loro contenuti solo ed esclusivamente su questo nuovo strumento.  Quali sono le differenze tra un Blog e Pulse? Le vediamo in questa infografica Lo utilizzate voi...
No blog, no party

No blog, no party

Molti pensano che avere un sito, essere iscritti ai vari social network basti per essere visibili e per poter dire la propria opinione e farsi conoscere. Verissimo,ma c’è qualcosa che manca, non trovate? Mancano la narrazione, i contenuti non prettamente istituzionali, la parte umana. Esiste uno strumento che ci permetta di farci conoscere, di far vedere quello che sappiamo fare, dei risultati che possiamo far portare a casa ai nostri clienti, che ci permetta di raccontare la nostra storia? Si, esiste e si chiama blog. Il blog è più vivo e vegeto che mai. Non credete a coloro che vi dicono che con i Social Network, il blog è morto. Basta guardare la timeline di Facebook e contare quanti articoli vengono condivisi. Credete ancora che il blog sia morto? E che non serva alla vostra azienda? Immaginate che il web sia un paese. Come ogni paese, ci sono delle piazze pubbliche dove ci riuniamo la domenica per andare a prendere il giornale, per conversare con altre persone. Ma ci sono anche delle piazze private in cui possiamo scoprire mondi nuovi e molto interessanti. Queste piazze private sono il vostro blog, sono il vostro posto privato dove poter dire quello che volete e dove rimane per sempre; si perché se il social è una piazza pubblica, dopo pochi secondi, quello che avete detto inizia a cadere nel dimenticatoio, se non interessa più a nessuno. Il blog darà la possibilità ai vostri utenti di conoscervi come persone in carne ed ossa, soprattutto se riuscirete ad accendere un fuoco nei loro cuori. Come catturare l’attenzione Non serve urlare. Lo dicevano le nostre...
Aiuto il Comunicatore Tecnologico

Aiuto il Comunicatore Tecnologico

Aiuto il Comunicatore Tecnologico.   In un mondo circondato da tecnologie ed apparecchiature complesse e sofisticate c’è bisogno di strumenti altrettanto sofisticati e puntuali che riescano ad esemplificarne il funzionamento ed a chiarirne l’uso. Avete notato, ad esempio, che acquistando un tablet non trovate più un libretto di istruzioni, ma una piccola scheda, in cui si rimanda ad un sito web dove consultare una sezione FAQ, a partecipare ad un forum o a chiedere direttamente l’aiuto di un esperto online? Chi è il Comunicatore Tecnologico? Il Comunicatore Tecnologico ha come scopo ultimo quello di istruire ed incentivare la cooperazione tra emittente e ricevente, più orientato al problem solving dell’utente finale, adatto al web, dove l’utente appunto deve trovare delle figure affidabili e professionali che l’aiutino a chiarire i dubbi risparmiando tempo. Appartengono alla categoria Comunicatore Tecnologico: Blogger, Copywriter, Content Manager, Information Designer. Ora che ci siamo chiariti chi è il nostro Comunicatore Tecnologico, vediamo requisiti e percorsi professionali per diventarlo. In conformità delle norme ISO 17024:2012 e UNI 11483:2013 opera il nostro Comunicatore Tecnologico, organizzando e gestendo le società pubbliche, private e no profit, nel rispetto dei vincoli gestionali, commerciali, normativi, socio-organizzativi del contesto aziendale. Ma entriamo più nel dettaglio. Quali sono i compiti a cui assolve: Importazione e gestione di banche dati Impostazione e gestione di social network Impostazione e gestione di processi di e-business e di e-commerce Impostazione e gestione di applicativi per dispositivi evoluti (smartphone, tablet, ecc.) Impostazione e gestione di realtà virtuale Impostazione e gestione di processi di Web Analytics Skill necessarie: Oltre ad essere in grado di impostare e gestire le voci sopra elencate,...
Social Media Guide Line: come redigerla

Social Media Guide Line: come redigerla

La Social Media Guide Line Una Social Media Guide Line è il documento che fornisce indicazioni pratiche su che cosa i dipendenti possono o non possono fare sui social network. Se volete, una sorta di regolamento per chi asserisce di lavorare per voi. Ora vedremo nello specifico da quali sezioni è composta una buona Social Media Guide Line. Come si redige una Social Media Guide Line Dove si vuole arrivare Qual è lo scopo dell’utilizzo dei Social Network per la vostra Azienda? Sicuramente non perdere tempo e giocare. Esplicitate in modo chiaro il vostro scopo in modo che tutti lo sappiano e ne siano al corrente. Una breve guida Anche se li sappiamo utilizzare bene, un breve ripasso per capire anche la differenza tra Social Network e Social Content, non fa mai male. Mettete a disposizione il vostro tempo, qualora fosse necessario, per corsi base o corsi avanzati sull’utilizzo di questi nuovi metodi di comunicazione. A chi è rivolto il documento e indicazioni specifiche per le tipologie di dipendenti Ogni azienda/Ente Pubblico ha delle tipologie di dipendente diverso: il commerciale, il funzionario, il dipendente amministrativo… Per ogni tipologia andrà redatto un documento in cui si espliciterà la categoria a cui la Social Media Guide Line è destinata: ai dipendenti, agli agenti, ai funzionari, alla rete commerciale ed altro ancora. A seconda del target quindi, le indicazioni variano. Per gli agenti esteri, per esempio, si chiederà di diffondere le notizie a partire dal canale principale dell’azienda per evitare di creare problemi a livello legale. Per la parte commerciale, verrà inserita la regola che prima di fare una proposta commerciale, sarà...