Cosa condividi su LinkedIn?

Nell’ultimo articolo dedicato a LinkedIn abbiamo parlato di come Pulse, lo strumento che ci permette di pubblicare articoli come se avessimo un blog vero e proprio, possa aiutare il nostro personal branding e la nostra carriera. Pulse non è il solo strumento che abbiamo a disposizione. Molto importanti sono anche gli aggiornamenti, le notizie, le discussioni che troviamo nei gruppi e a cui rispondiamo con la nostra opinione. Cosa condividere Notizie Prima di pubblicare una notizia, accertiamoci che non sia una “bufala” che sta girando. Validiamo la sua veridicità, cercando di risalire alle  fonti principali. Insieme alla notizia inseriamo anche un nostro commento personale cercando di innescare un dialogo con i nostri collegamenti: può essere utile, può essere uno spunto per lavorare meglio o per migliorare alcuni aspetti di un prodotto già presente? Ricerchiamo notizie partendo da riviste (o da blog) di settore o da quotidiani, impostiamo un Google alert che ci avverta ogni qual volta un determinato termine appaia in una notizia a cui non saremo mai arrivati (ovviamente, prima di pubblicarla, leggere bene e valutare se la notizia è pubblicabile o meno). Le discussioni È possibile che una discussione a cui stiamo partecipando in un gruppo sia particolarmente interessante da far si che si lasci un commento, un’ opinione. LinkedIn ci dà la possibilità di pubblicare e di dare notifica a tutti i nostri contatti, della nostra attività in quel determinato gruppo di discussione. Un valore aggiunto alla nostra reputazione di professionista, perché non solo diciamo di esserlo, ma diamo consigli anche a chi li cerca. Ricordate che la prima regola sul web è “Dare ora per ricevere domani”, ossia aiutiamo oggi chi cerca aiuto, perché...

Pulse

Nello scorso articolo abbiamo visto che cosa è un blog ed alcune delle regole d’oro per gestirlo e farlo vivere al meglio. Uno strumento analogo al blog è Pulse, uno strumento nato da non molto tempo in casa LinkedIn. Come si fa ad attivare Pulse? Pulse, per ora, è disponibile solo per la lingua inglese, quindi bisogna fare un passaggio dalla lingua italiana a quella inglese. Tutti i passaggi li trovate in questo articolo di Fusion Lab09. Perché dovrebbe servirmi Pulse? Alcuni professionisti utilizzano Pulse per traghettare parte della loro audience verso il blog nativo (che può essere più ricco di contenuti), mentre altri scrivono i loro contenuti solo ed esclusivamente su questo nuovo strumento.  Quali sono le differenze tra un Blog e Pulse? Le vediamo in questa infografica Lo utilizzate voi...
No blog, no party

No blog, no party

Molti pensano che avere un sito, essere iscritti ai vari social network basti per essere visibili e per poter dire la propria opinione e farsi conoscere. Verissimo,ma c’è qualcosa che manca, non trovate? Mancano la narrazione, i contenuti non prettamente istituzionali, la parte umana. Esiste uno strumento che ci permetta di farci conoscere, di far vedere quello che sappiamo fare, dei risultati che possiamo far portare a casa ai nostri clienti, che ci permetta di raccontare la nostra storia? Si, esiste e si chiama blog. Il blog è più vivo e vegeto che mai. Non credete a coloro che vi dicono che con i Social Network, il blog è morto. Basta guardare la timeline di Facebook e contare quanti articoli vengono condivisi. Credete ancora che il blog sia morto? E che non serva alla vostra azienda? Immaginate che il web sia un paese. Come ogni paese, ci sono delle piazze pubbliche dove ci riuniamo la domenica per andare a prendere il giornale, per conversare con altre persone. Ma ci sono anche delle piazze private in cui possiamo scoprire mondi nuovi e molto interessanti. Queste piazze private sono il vostro blog, sono il vostro posto privato dove poter dire quello che volete e dove rimane per sempre; si perché se il social è una piazza pubblica, dopo pochi secondi, quello che avete detto inizia a cadere nel dimenticatoio, se non interessa più a nessuno. Il blog darà la possibilità ai vostri utenti di conoscervi come persone in carne ed ossa, soprattutto se riuscirete ad accendere un fuoco nei loro cuori. Come catturare l’attenzione Non serve urlare. Lo dicevano le nostre...
Il personal branding

Il personal branding

Se state leggendo queste parole, una cosa è certa: siete professionisti, quindi esperti  in una materia ben precisa. Ad una domanda specifica sapete rispondere in modo argomentato, dettagliato ed approfondito. Ma da dove proviene il termine “Personal Branding”? Questo termine venne coniato per la prima volta nel 1997 da Tom Peters nel suo libro “The brand called you”. La sua definizione era più o meno così: “Il Personal Branding è l’arte di costruire il proprio brand e riguarda il modo in cui possiamo fare marketing di noi stessi partendo dalle nostre passioni e da ciò che ci rende unici e degni di nota”. Oltre a questa definizione possiamo anche affermare che il personal branding è “tutto ciò che le persone dicono, provano e pensano di te nei vari contesti della vita.” Con il personal branding, ci distinguiamo dagli altri, ci rendiamo unici. Crearsi un buon personal branding Il personal branding si cura molto coltivando le possibili relazioni che possiamo instaurare su blog, forum e con conversazioni sui Social Network. Però prima di questa fase dobbiamo fare un attimo di introspezione e capire alcune cose di noi stessi. Fare delle domande e darci delle risposte. Se il vostro personal branding non è ancora ben delineato o ci sono delle zone d’ombra è bene rispondere ad alcune: che cosa posso offrire io di diverso rispetto agli altri? come mi vedono gli altri? quali sono i miei punti deboli? Con quali strumenti posso migliorarli? quali sono i miei punti di forza? Sono tutte domande che devono farvi riflettere. Non date delle risposte di getto, pensateci bene e rispondete. Dove comunicare il personal...