Perchè certificarsi?

COME NASCE LA NORMA SULLA CERTIFICAZIONE DELLE PROFESSIONI NON RICONOSCIUTE

La certificazione delle professioni è un tema “nuovo” ma “nell’aria” da tempo. Già nel 2005 l’Unione Europea ha emanato una direttiva europea che istituiva un regime di riconoscimento delle qualifiche professionali, al fine di contribuire alla flessibilità dei mercati del lavoro, realizzare una maggiore liberalizzazione della prestazione di servizi, favorire un maggiore automatismo nel riconoscimento delle qualifiche, nonché semplificare le procedure amministrative.

Quindi quando nel 2013 in Italia esce la legge 4/2013, seppure non nasca direttamente per recepire la direttiva, si iniziano a muovere i primi passi verso una direzione che nei fatti si sta rivelando come quella corretta per dare corpo alle attese della UE (e per altro alcuni stati membri stanno osservando come si sviluppa questo tema in Italia).

Con la norma in oggetto si riconosce un ruolo specifico alle associazioni professionali, nella tutela dei professionisti (autonomi o dipendenti) che esercitano una professione non organizzata in albi e ruoli, creando un sistema di certificazione della professione. Parallelamente la norma chiarisce che le Associazioni debbono essere riconosciute secondo le norme europee, e chiarisce anche che anche gli organismi di certificazione accreditati dall’organismo unico nazionale di accreditamento (Accredia) ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, possono rilasciare, su richiesta del singolo professionista anche non iscritto ad alcuna associazione, il certificato di conformità alla norma tecnica UNI definita per la singola professione.

Questo apre pertanto il tema del riconoscimento ufficiale e legale dei ogni professionista che fino a ieri non era tutelato.

Infatti, fino a ieri, chiunque – potenzialmente carente sotto il profilo tecnico e della formazione specifica – può esercitare una professione “non regolamentata”. La mancanza di un sistema come quello introdotto dalla legge 4/2013, pemetteva quindi a chiunque di entrare nel mercato dei professionisti senza alcuna barriera. In conseguenza di questo il cliente o datore di lavoro sono poco tutelabili nei confronti di chi millanta esperienze e competenze. Mancavano garanzie e strumenti di controllo e soprattutto mancava, per il professionista, la possibilità di difendere il proprio valore ed il proprio posizionamento di fronte a chi si improvvisava tale o aveva comunque una visione/esperienza limitata.

QUANTI SONO I PROFESSIONISTI INTERESSATI?

Stime CENSIS del 2009 rilevano che sono 3 milioni i lavoratori che svolgono professioni non regolamentate – ossia sprovviste di ordine o collegio o che volontariamente decidono di non iscriversi all’Ordine di riferimento in quanto svolgono una professione per cui l’iscrizione non risulta necessaria.

Di questi, il 65,40% svolge la propria attività esclusivamente come lavoratore dipendente, mentre il 18,2% come dipendente ma anche collaboratore di altre società o enti.

Ne risulta che sono circa 500.000 i professionisti autonomi non iscritti ad un albo.

QUALI SONO I VANTAGGI PER UN PROFESSIONISTA AUTONOMO O INSERITO NELL’IMPRESA?

  1. Riconoscibilità della professionalità
  2. Distintività sul mercato nazionale ed internazionale
  3. Posizionamento economico
  4. Ufficialità dei documenti
  5. Punteggio nella partecipazione a bandi e concorsi
  6. Liberatoria per l’azienda da culpa in vigilando / in eligendo

1. RICONOSCIBILITÀ DELLA PROFESSIONALITÀ

Il mercato del lavoro e l’economia sono fortemente cambiati dal 2008 ad oggi: l’esigenza quindi di emergere qualificandosi, è sempre più sentita soprattutto se ci si apre alla mobilità europea.

Fino ad oggi mancava uno strumento ufficiale per certificare in modo univoco – a livello nazionale e internazionale – competenze, esperienze ed atteggiamento.CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI

La certificazione risponde all’esigenza di garantire al nostro datore di lavoro o committente:

  • la piena capacità di integrare sapere, saper fare e saper essere del professionista in quanto verifica sia l’esperienza sul campo sia la conoscenza tecnica.
  • la completezza della professionalità in quanto la norma UNI identifica l’elenco delle competenze che la caratterizzano

2. DISTINTIVITA’ SUL MERCATO

Certified ProfessionalLa serietà dell’iter di certificazione ed il suo riconoscimento a livello normativo italiano, permettono al professionista di ottenere un vantaggio competitivo sul mercato anche rispetto a chi possegga certificazioni internazionali non accreditate (es. PMI, IPMA, ICF, ecc.).

A tal fine l’esame prevede il superamento di prove teorico-pratiche esclusivamente presso Centri  d’Esame Autorizzati ed il rilascio del certificato da parte dell’Ente di Certificazione Accreditato.

3. POSIZIONAMENTO ECONOMICO

L’ottenimento di una certificazione che ufficializza e garantisce il possesso di competenze distintive, favorisce il giusto posizionamento economico.

Il mercato è infatti disposto a riconoscere maggiore valore a chi può oggettivamente dimostrare la propria professionalità e la capacità di seguire un iter di lavoro corretto e completo.

4. UFFICIALITÀ DEI DOCUMENTI

Al professionista certificato viene consegnato il kit personale che include tutti gli strumenti per certificare ufficialmente i documenti relativi alla propria professionalità:

  • Certificato
  • Logo elettronico personalizzato
  • Timbro indicante nome, cognome ente di certificazione, norma UNI di riferimento, numero di certificato rilasciato
  • Tesserino personale
  • Openbadge: nuovo sistema elettronico per certificare le competenze e formazione. Si tratta in sostanza di un cv elettronico certificato.

5. PUNTEGGIO NELLA PARTECIPAZIONE A BANDI E CONCORSI

Analogamente alle certificazioni di processo legate alla qualità aziendale oramai richieste in molteplici contesti, la certificazione della propria professionalità è un elemento che, in quanto regolamentato da una legge nazionale, apre il tema dell’attestazione dei requisiti per la partecipazione a bandi e concorsi.

Può essere infatti utilizzata in ogni bando, concorso o gara pubblica e privata nel quale venga richiesto il possesso di determinate competenze/esperienze e sia dato maggior punteggio nel caso di possesso di una certificazione.

Come ricordato sopra, infatti, una certificazione che risponda alle norme italiane ed europee ha maggior valore rispetto alle certificazioni proprietarie di associazioni professionali (es. PMI, IPMA, ICF, ecc.).

6. LIBERATORIA PER L’AZIENDA DA CULPA IN VIGILANDO / IN ELIGENDO

Secondo l’articolo 2049 del codice civile, il datore di lavoro è tenuto ad esercitare a pieno il suo potere/dovere di direzione e controllo sull’attività cui è adibito il dipendente ed è pertanto pienamente responsabile per i danni che abbia prodotto ad un cliente. La mancanza di controllo configura la c.d. Culpa in Vigilando. La presenza di una certificazione riconosciuta legalmente a livello nazionale, VALORE LEGALE DELLA CERTIFICAZIONE DELLA PROFESSIONEcontribuisce ad attenuare la responsabilità del datore di lavoro che abbia assegnato un’attività al suo collaboratore coerente con la professionalità certificata.

Analogamente il committente o datore di lavoro è responsabile quando consapevolmente abbia affidato un lavoro ad un professionista privo della capacità e dei mezzi tecnici indispensabili per eseguire la prestazione oggetto del contratto senza che si determinino situazioni di pericolo per i terzi. Questa situazione configura la c.d. Culpa in Eligendo che può essere evitata dimostrando di aver affidato l’incarico ad un professionista certificato secondo la normativa italiana ed europea.