Valore legale della certificazione ex lege 4/2013

Il testo della legge 4/2013 sul sito della Gazzetta Ufficiale

Essere un professionista certificato ha molteplici vantaggi. Tra questi uno indiscusso è il fatto di possedere un titolo legale riconosciuto dalla legge italiana – in quanto accreditato da Accredia – e per questo con valore effettivo ai fini dei bandi di gara, bando e di concorso pubblico.

Abbiamo individuato almeno due casi negli ultimi anni che supportano questa affermazione. Entrambi riguardano la professionalità del Project Manager.

CASO 1

È  del 2011 una sentenza emessa dal TAR del Lazio (T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, Sent., 08-02-2011, n. 1228 Contratti) che dichiara illegittima l’esclusione di un fornitore da una gara a causa dell’assenza dei prerequisiti richiesti dal bando (certificazione PMI PMP o Prince2), in quanto le certificazioni richieste non hanno valore legale in Italia seppure siano internazionalmente riconosciute come valide ai fini dell’attestazione delle competenze.

 

Riportiamo un estratto della sentenza in oggetto:

c). la giurisprudenza è pacifica nell’affermare che – nelle procedure di gara – in assenza di clausole contrarie della lex specialis, le clausole devono essere intese in modo meno restrittivo al fine di garantire il principio della massima partecipazione (cfr., T.A.R. Lazio Roma, sez. III, 11 gennaio 2011, n. 85). Nell’ambito delle gare pubbliche, costituiscono principi generali quello della massima partecipazione e della concorrenza. Tali principi conducono ad una interpretazione che favorisce piuttosto che restringere la platea dei possibili concorrenti. In caso di clausole equivoche o di dubbio significato nelle procedure di evidenza pubblica, purché ciò non confligga con il principio di parità di trattamento tra i concorrenti, deve preferirsi l’interpretazione che favorisca la massima partecipazione alla gara piuttosto che quella che la ostacoli (Consiglio Stato, sez. V, 12 ottobre 2010, n. 7403);

d). in base alla documentazione in atti risulta che le professionalità richieste sussistevano in capo alla ricorrente (così come dichiarato nell’istanza di partecipazione alla gara);

e). l’Accredia Sistema italiano di accreditamento è l’ente nazionale per l’accreditamento dei laboratori di prova e degli organismi di certificazione e ispezione; questo non ricomprende tra gli organismi riconosciuti né il Project manager institute né riconosce il titolo PMP;

f). emerge che la richiesta di Project manager titolare di qualifica PMP non risponde a nessun obiettivo meritevole di tutela in quanto non ha alcun valore legale e non è riconosciuta dall’organismo legittimato dall’ordinamento italiano a svolgere tale compito (Accredia).

Pertanto, appare illegittimo ed eccessivamente restrittivo l’operato dell’amministrazione che ha disposto la non ammissione della ricorrente alle successive fasi della procedura.

In conclusione, il ricorso è da accogliere; i motivi aggiunti devono conseguentemente essere accolti per illegittimità derivata e, per l’effetto, sono annullati tutti gli atti impugnati.

Nella memoria depositata il 5.11.2010 la ricorrente prospetta una domanda di risarcimento dei danni in relazione alla perdita di chance qualificata di aggiudicarsi l’appalto. Alla pagina 15 della predetta memoria aggiunge, anche, il danno all’immagine subito con l’illegittima esclusione. Infine, alla pagina 18, la ricorrente calcola i predetti danni nella misura dal 5% dell’importo posto dalla stessa stazione appaltante quale base d’asta (Euro 625.000,00) da intendersi quale utile minimo ricavabile dall’appalto in questione, pari a Euro 31.250,00 per la perdita della chance dell’aggiudicazione del contratto oltre ad Euro 10.000,00 per il danno all’immagine e il danno curricolare arrecato a causa degli illegittimi comportamenti tenuti dalla stazione appaltante.

La domanda risarcitoria è pure fondata e va accolta per come calcolato dalla ricorrente.

 

CASO 2

Sul sito ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione – in un documento ufficiale del 2014 di consulta pubblica per l’elaborazione dei “bandi tipo per l’affidamento di contratti pubblici di servizi e forniture”, si legge tra i requisiti indicati:

  1. Requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa: da inserire richiami specifici alle capacità aziendali e competenze professionali del personale, in relazione al “saper gestire e dirigere i progetti”, secondo un attestato di qualificazione professionale rilasciato da una Associazione iscritta nell’apposito elenco del MiSE, richiamato dalla legge 04/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate). In questo caso varrebbe la adesione ad associazioni come ASSIREP o simili.
  2. Disciplinare di gara, punto 13 – Requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, sub.1 comma 1):
  • inserire richiami specifici alle capacità aziendali e competenze professionali del personale, in relazione al “saper gestire e dirigere i progetti”, secondo un attestato di qualificazione professionale rilasciato da una Associazione iscritta nell’apposito elenco del MISE, richiamato dalla legge 04/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate). In questo caso varrebbe la adesione ad associazioni come ASSIREP o simili.